domenica 3 novembre 2013

La ricezione della notizia criminis e sua natura

La ricezione di una notizia criminis da parte dei PM.
Atto negoziale o potere discrezionale?




Urge una riforma in materia penale,concernentemente il potere dei Pubblici Ministeri, di iscrivere, o meno una notizia di reato. Oggi il PM deve valutare la non abnormità della notizia di reato procedendo, nel caso, alla sua iscrizione ed eventualmente alla richiesta di archiviazione.
Nel caso in cui la notizia criminis, non fosse abnorme, ed il PM la qualificasse come tale, non esisterebbero validi rimedi per il denunciante, se non la riformulazione della medesima denuncia. Sarebbe un caso estremo di ne bis in idem.
Credo si debba creare un organo di vigilanza interno alla magistratura deputato a fungere da secondo grado in casi come questo. Ne avrebbe un beneficio pure la snellezza dei procedimenti.
In particolare, il potere valutativo sull'iscrizione della notizia criminis è appannaggio esclusivamente della magistratura requirente, non essendoci alcuna sindacatura da parte dei magistrati giudicanti, che verrebbero interpellati solo nel caso di precisa rappresentazione della notizia criminis realizzata dai PM. Ovvero, i PM sono, di fatto, all'interno di questà attività dei veri e propri giudici, in quanto non sono vincolati alle denuncie ricevute ma potranno decidere e qualificare le notizie criminis nel modo che ritengono più opportuno.
Quindi agiranno sia sull'an che sul tipo di notizia criminis da portare avanti, potendo anche riqualificare la fattispecie non ledendo in ogni modo l'interesse del privato.
Per cui il privato e tutti i soggetti deputati ad interagire con la magistratura non avranno un diritto soggettivo sul fatto e sulla notizia criminis rivelata, ma solo un interesse legittimo, in quanto potranno pretendere dei canoni di rettitudine e giustezza dei PM nel valutare la fattispecie.
La Costituzione, quando vuole rafforzare l'autorevolezza dei PM lo fa proprio per questo, in quanto altrimenti gli stessi diverrebbero dei meri portavoce degli interessi della collettività. A tale funzione rispondono degli organismi creati appositamente.
Danilo Previti


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